Marzia Fontana Official Website

 

 

Luglio 2008

Per farvi capire la difficolta a trovare lavoro per noi attori non raccomandati!!!

fonte: cinemotore

DOPO LA LETTERA Di UN NOTISSIMO SCENEGGIATORE SUI RACCOMANDATI (E)
NELLE FICTION CI SONO ARRIVATE UNA TRENTINA DI EMAIL CHE CONFERMAVANO
TUTTO, DA PRODUTTORI, AD AGENTI AD ALTRI ADDETTI AL SETTORE

L'ULTIMA ARRIVA DA UNO DEI PIU' NOI E IMPORTANTI CASTING ITALIANI

D'accordo su molti punti della lettera della sceneggiatore "molto,
molto conosciuto".
Io sono un casting director e posso testimoniare quante volte,
soprattutto nelle fiction, ci si trova costretti dalle reti/produttori
a dover prendere "uomini e donne" (non riesco a definirli attori e
attrici) per dei ruoli.
E' ingiusto, frustrante e ti fa passare la voglia di lavorare al
progetto. Detto ciò alcune considerazioni su ciò che lo sceneggiatore
scrive. Lo sceneggiatore si domanda "con che coraggio un casting
director firma una fiction in cui sono stati piazzati raccomandati?".
Sarebbe un gesto molto coraggioso da fare per un casting director, un
gesto di denuncia sacrosanto, ma un gesto che pagheremo sicuramente a
caro prezzo. Io sarei anche disposto a compierlo ma vorrei che anche
le altre categorie lo facessero: gli sceneggiatori tolgono la firma
dal progetto, gli attori si rifiutano di recitare con persone non
professioniste piazzate per meriti che non hanno a che vedere con la
recitazione.....
Facciamo come gli sceneggiatori americani ribelliamoci compatti e
blocchiamo il sistema... allora ha un senso altrimenti chiedere a dei
singoli di immolarsi quanto intorno tutti sanno e fanno finta di non
sapere... non ha proprio senso.

Cordiali saluti

Francesco Vedovati

                                                                          Maggio 2008

PER RIFLETTERE

 

Un uomo trovò un uovo d'aquila e lo mise nel nido di una chioccia. L'uovo si schiuse contemporaneamente a quelle della covata e l'aquilotto crebbe insieme ai pulcini.
Per tutta la vita l'aquila fece quel che facevano i polli del cortile, pensando di essere uno di loro. Frugava il terreno in cerca di vermi e insetti, chiocciava e schiamazzava, scuoteva le ali alzandosi da terra di qualche decimetro.
Trascorsero gli anni e l'aquila divenne molto vecchia. Un giorno vide sopra di sé, nel cielo sgombro di nubi, uno splendido uccello che planava, maestoso ed elegante, in mezzo alle forti correnti d'aria, movendo appena le robuste ali.
La vecchia aquila alzò lo sguardo, stupita. "Chi è quello?", chiese.
"E' l'aquila, il re degli uccelli", rispose il suo vicino. "Appartiene al cielo. Noi invece apparteniamo alla terra, perché siamo polli".
E così l'aquila visse e morì come un pollo, perché pensava di essere tale, inconsapevole delle vette a cui avrebbe potuto innalzarsi. (Anthony De Mello)

 

Provate a pensare ora  a quanti polli ci sono che si credono aquile…con tutto quello che ne consegue per la nostra povera società!

                                                                         8 Marzo 2008

 

 

Ciao nonna Nina, fai buon viaggio. Sei stata una grande nonna ed io ti adoro. Mi mancherai, ti voglio bene.

                                       Marzia

                                                                                                           

 

Marzo 2008

Teatro Dante – Campi Bisenzio – 4, 5, 6 Aprile ‘08

SENSAZIONALE EVENTO DI SPETTACOLO E SOLIDARIETA’ ! ! !

CON L’AFFETTO ED IL CONTRIBUTO DI

ALESSANDRO BENVENUTI,  LEONARDO PIERACCIONI  E  ANDREA MUZZI 

i musicisti della Banda Improvvisa, Nicola Costanti, saliranno sul palco insieme a artisti diversamente abili come Le Liete Dissonanze, Cristina Salvi ed i Ragazzi del Linar, il Teatro Allegria dell’Associazione Trisomia 21. Tutti insieme con le proprie abilità, 

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                                                                        Marzo 2008

ADOZIONI A  FAMIGLIE GAY

                                                     

Il Consiglio d’Europa, tenendo conto dei cambiamenti che si sono verificati nella società negli ultimi 40 anni, ha rinnovato la Convenzione in tema di adozioni. È stato così sancito in via definitiva  il diritto dei single di poter diventare genitori, così a Maggio gli stati che non prevedono questo diritto (l’Italia, ad esempio, consente l’adozione solo a chi è sposato da almeno 3 anni) saranno obbligati a modificare le proprie leggi. Per quando riguarda invece il diritto di adozione ai gay, il Consiglio d’Europa ha previsto una Raccomandazione, ossia ha previsto questa possibilità lasciando però potere decisionale alla discrezione dei singoli stati.

 

È stata così delineata una nuova concezione di famiglia destinata a turbare il pensiero dei tradizionalisti. Secondo alcuni questa eventualità è pura follia, secondo altri il riconoscimento di un diritto negato per troppo tempo. Certo è che siamo di fronte ad una realtà che esiste da tempo. Infatti famiglie gay con figli (concepiti in precedenti unioni eterosessuali oppure essere tramite la fecondazione artificiale) ce ne sono già molte anche in Italia. Da una recente ricerca è risultato che negli Stati Uniti i genitori gay siano tra i 6 ed i 10 milioni con un parco bimbi pari a circa 14 milioni di bambini. Questo fenomeno è stato ribattezzato “gayby boom”.

 

“Orrore!!!” grideranno alcuni di voi “ma non si rendono conto del male che possono fare a quei poveri bambini? Cresceranno sicuramente traviati e con seri problemi mentali. Di questo passo la nostra diventerà una società di soli gay!!!”

Lo psichiatra Vittorio Lingiardi, docente all’Università La Sapienza di Roma, nel suo saggio”Citizen gay” (ed. Saggiatore), relativamente al timore che i figli delle coppie gay possano avere dei problemi psicologici e di crescita dovute alla loro particolare famiglia, asserisce che “La ricerca scientifica disconferma queste preoccupazioni e stabilisce che i figli di genitori omosessuali sono psicologicamente sani e adatti in percentuali sovrapponibili ai figli cresciuti in famiglie eterosessuali”. Ancora uno studio condotto dall’American accademy of pediatrics afferma che “non c’è relazione fra l’orientamento sessuale dei genitori e qualsiasi tipo di misura dell’adattamento emotivo, psicosociale e comportamentale del bambino (…) Un bambino che cresce in una famiglia con uno o due genitori gay non corre alcun rischio specifico”.

 

Come? Secondo voi è meglio l’orfanotrofio che una famiglia gay? Bhè sappiate allora che «Tutte le ricerche scientifiche condotte in Italia e all'estero hanno da tempo dimostrato i notevoli danni (spesso irreversibili) che subiscono i bambini internati negli istituti, tanto più gravi quanto più pre­coce e prolungato è il loro ricovero. Ogni bambino per crescere armonicamente ha infatti bisogno di una famiglia; il nucleo familiare è insostituibile per­ché solo in un ambito di relazioni affettive il bambi­no acquista la propria identità, la sicurezza di sentir­si amato, la fiducia in se stesso e negli altri. Ecco perché da tempo vengono proposte e attuate forme alternative di assistenza all'infanzia, quali l'affida­mento familiare e l'adozione (quest'ultima quando lo stato di abbandono morale e materiale del minore sia diventato definitivo e insanabile)”. Interessante è la testimonianza di una educatrice della scuola materna del Milanese, riportata dal settimanale Panorama del 17/01/2008, la quale ha avuto in classe tre fratellini figli di una coppia lesbica “Bambini normalissimi … Sereni come le loro mamme. Non abbiamo avuto nessun tipo di problema né con loro né con i compagni. Non so se accade così anche per le altre famiglie gay, ma questa ha certamente allevato bambini felici e consapevoli di avere l’amore di due mamme”.

 

A fronte di tali testimonianze vorrei invitarvi ad una riflessione: i gay cresciuti in famiglie così dette “normali”, secondo voi da chi hanno ereditato l’orientamento sessuale? Non certo da genitori eterosessuali o “normali” che dir si voglia! Quindi perché non allargare le proprie vedute e pensare che forse una famiglia “speciale”, potrebbe dare tanto amore e serenità a bambini destinati a crescere in orfanotrofio (con i problemi suddetti) senza dover necessariamente provocare loro problemi psicologici e di crescita? E non ritiratemi fuori la storia che l’omosessualità è una malattia, le malattie sono altre e potete toccarle con mano facendovi un giretto in ospedale! A mio avviso si tratta di una scelta consapevole (e sicuramente difficile) della singola persona, che nulla ha a che vedere con le scelte dei genitori, un percorso psicologico personale irto di difficoltà, che richiede tanta forza e coraggio. Il coraggio di essere diversi, il coraggio di andare contro al perbenismo, il coraggio di affrontare episodi di razzismo, ma soprattutto il coraggio di essere se stessi in una società sempre più spesso anonima e sopraffatta dall’incapacità di lottare per le proprie idee. Credo quindi che le famiglie gay potrebbero avere una marcia in più, ossia, oltre al merito di dare una famiglia a bambini sfortunati e di farli sentire amati, il merito di insegnare loro con i fatti che per le proprie idee si può e si deve lottare, in barba a quei codardi che si lasciano vivere, rispettando usi e costumi decisi da altri, senza mettersi in gioco e senza lottare per le proprie idee e per i propri ideali, preferendo impiegare il proprio tempo facendo critiche meschine quanto sterili su chi si espone in prima persona pagando sulla propria pelle le proprie scelte. Sarà invidia?

 

 

                                                                      Febbraio 2008

  LA MIA NONNA STA' MALE

La mia nonna stà male. Pare impossibile ma la signora energica ed attiva che conoscevo non c’è più. È stata rimpiazzata da una signora che passa le sue giornate lamentandosi per il dolore e che non riesce a trovare sollievo in alcun modo. La nonna non riusciva più a stare sdraiata a letto o seduta, la notte non dormiva da tanti giorni. tra una visita e l'altra, le abbiamo comprato la rete per il letto con il motore che le consente di trovare una posizione più confortevole alzando la parte superiore o inferiore premendo un bottone ed una poltrona con i meccanismi per stendere la spalliera, allungare la pediera e per agevolarla nell’alzata e nella seduta. Ma non è servito adesso è in ospedale e lotta per la vita. Altro non possiamo fare. Lei è perfettamente lucida ed ha capito che la situazione è grave. Le voglio ancora più bene di prima e cerco di starle accanto in ogni attimo, sò che questo la solleva almeno moralmente. La veglio giorno e notte da più di una settimana, le dò da bere attraverso la maschera, la rinfresco, la pettino, le metto la crema idratante ma soprattutto le parlo tanto, le tengo stretta la mano e le ripeto che le voglio bene. Insomma faccio tutto ciò che lei un tempo ha fatto per me.  Solo che allora mi accompagnava incontro alla vita, mentre io oggi la stò accompagnando ad un incontro che fa paura e che noi tutti vorremmo mancare. L’impotenza è la cosa che mi fa più male, è una spina nel cuore che buca violentemente, vedere la sua sofferenza e non poter fare nulla per alleviarla è terribile. Ieri sono dovuta andare a Roma per lavoro ed in treno ho udito per caso una frase della conversazione di due sconosciute, una diceva “che vuoi la vita è fatta così e non possiamo farci niente”. L’ho presa come una risposta alle mie riflessioni di qualcuno lassù che mi stà ascoltando. Sempre ieri (e come sempre del resto) alla Stazione Termini mi sono imbattuta nei tanti senzatetto la affollano, le persone invisibili che vivono loro malgrado ai margini della società. Uno in particolare di loro mi ha colpito, dormiva su di una panca di marmo lungo la banchina di un binario, coperto da un cartone e stretto in un abbraccio per riscaldarsi…accanto a lui una scatola di un medicinale salvavita per il cuore, lo stesso che assume ogni giorno la mia nonna. Il paragone era inevitabile, entrambi malati, ma l’una nel dolore è confortata dalla presenza costante dei propri affetti, l’altro anche nel dolore sarà solo, abbandonato a se stesso. E mi dico che tutto ciò è molto ingiusto, che mi piacerebbe pensare ad uno stato sociale che non si dimentichi degli emarginati e soprattutto mi rendo conto che anche nella disgrazia al peggio non c’è mai fine.

Voi che ne dite? Aspetto le vostre riflessioni.

Gennaio 2008

  RAGIONE - STAGIONE - SEMPRE 

Alcune persone entrano nella tua vita per una ragione, altre per una stagione, altre per sempre.

 

        Quando scoprirai quale di queste tre, saprai
anche cosa puoi fare
per queste Persone.
 

    Quando qualcuno entra
nella tua vita per una RAGIONE, di solito lo fa
per venire incontro a
un bisogno che tu hai espresso.

    Arriva per assisterti nel
superare una difficoltà, per portarti guida e
sostegno, per aiutarti
fisicamente, emotivamente o spiritualmente.

    Può sembrarti
mandato da Dio e magari lo è.

    C'è per la semplice ragione che tu
hai bisogno che ci sia!

       Poi, senza che tu ti comporti male nei
suoi confronti, oppure nel
momento meno opportuno questa persona dirà o
farà qualcosa che porterà il
vostro rapporto a una fine.

       Può morire.
       Può andarsene.

       Può costringerti col suo
comportamento a prenderti una pausa.

       Quello che dobbiamo
capire è che il nostro bisogno è stato
       soddisfatto, il nostro
desiderio è stato realizzato, il suo lavoro è
finito.

       La
preghiera che avevi rivolto è stata esaudita e ora è tempo di
guardare
avanti.
 

        Alcune persone entrano nella tua vita per una
STAGIONE, perché è
arrivato il tuo turno di condividere, crescere o
imparare.

       Ti fanno vivere un'esperienza di pace, oppure
semplicemen-te ti
fanno
credere.

       Possono insegnarti qualcosa
che non hai mai fatto.

       Di solito ti regalano un'incredibile
gioia.

       Ma solo per una stagione!



       Chi entra nella
tua vita PER SEMPRE lo fa per insegnarti cose che
contribuiscono a
darti una solida base emotiva.

       Il tuo lavoro è di accettare
la lezione, amare questa persona e
mettere ciò che hai imparato al
servizio di tutte le altre relazioni e gli
ambiti della tua vita.

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Gennaio 2008

VITTORIO DE FRANCESCHI

Ebbene si... il ragazzo che è con me nelle foto umoristiche è proprio lui  VITTORIO DE FRANCESCHI il belloccio dell'ISOLA DEI FAMOSI 5. Da   quando ho pubblicato le foto ingrandite le amiche che hanno visitato il mio sito hanno giustamente riconosciuto il finanziere più popolare d'Italia. Mi hanno chiesto com'è Vittorio dal vivo e com'è stato lavorare con lui. Allora partiamo da capo, ho conosciuto Vittorio su un set fotografico ed abbiamo lavorato assieme. Vittorio è ovviamente un bellissimo ragazzo, molto alto, fisicamente prestante. Caratterialmente per quello che ho avuto modo di vedere è un ragazzo molto tranquillo, uno che non vuole mettersi in mostra in tutti modi. E' bello, lo sà, ma non ha certo l'atteggiamento di quello che se la tira, tutt'altro, è silenzioso, sorridente e non fà bizze alla Costantino Vitagliano. Nei giorni che abbiamo  lavorato assieme in un certo senso è stato la mia vittima, io amo giocare, salto, ballo, canto alla LITTIZZETTO e mi piace se gli altri ridono e si divertono guardandomi. Gianni Petronio, il fotografo, mi definiva un ciclone, un vero vulcano e Vittorio è stato il mio compagno di follia (suo malgrado). Ogni tanto lo scoprivo a guardarmi e subito dopo a scoppiare a ridere. Ma che volete io sono fatta così e lui, che non aveva mai fatto servizi fotografici con una matta come me, si è proprio divertito. Giudicate un pò voi!!!

Forza Vittorio, faccio il tifo per te!!!  

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Dicembre 2007

Pubblico l'intervista che mi ha fatto pochi giorni fà Ilaria Solazzo. Che ve ne pare?

MARZIA FONTANA, IDENTIKIT DI UNA NUMERO 1

Intervista esclusiva realizzata l’1 Dicembre 2007 da Ilaria Solazzo a Marzia Fontana per ‘Piazzavittoria.net’.

 

Marzia Fontana sa parlare inglese e francese. Ama sciare, giocare a tennis e nuotare. E’ alta 167 cm, ha occhi blu e capelli biondi. E’ stata autrice di due programmi per la TV: “Movie Actor Show e “Cioccolando”. Ha curato la regia del recital ‘Segni d’amore 2004”, ha preso parte a 50 spot televisivi ed ha recitato in 9 cortometraggi e tre film per il cinema.


Con la sua bravura è arrivata dove le altre non sono arrivate.


Come si è formata artisticamente?

"Mi sono diplomata al Piccolo Teatro di Arezzo, continuando a fare stage".

Lei è un attrice. Ricorda momenti particolari che l’hanno fatta emozionare?

"Io tendo a vivere in prima persona le emozioni che i personaggi che interpreto si trovano a vivere, quindi ogni personaggio mi regala delle forti emozioni".

Qual è il suo rapporto con il cinema e la televisione?

"Di odio e amore. Il cinema e la TV hanno la capacità di “parlare” ad un pubblico eterogeneo e spesso di condizionare e plasmare i giovani. Questo conferisce loro una responsabilità etico-sociale.
Li amo quando sono ben fatti, li odio quando sono strumentalizzati".

A che età è nata la sua passione per il teatro?

"Questa passione è nata a 6 anni vedendo il grande Sandro Massimini a teatro".

Secondo Chiaromonte, il teatro è un cosmo dove tutto ciò che si vive nel mondo reale può chiarirsi e purificarsi fino ad acquistare un senso. Si riconosce in questa affermazione?

"Direi proprio di si"

Qual è la sua idea di teatro?

"Il teatro deve trasmettere emozioni. Credo fortemente però che debba essere accessibile e comprensibile a tutti. Deve avere un linguaggio semplice ed una struttura immediata e non deve essere riservato solo a pochi “eletti”.

Quali sono state finora le sue esperienze teatrali?

"Ho fatto tanto teatro, alcuni spettacoli migliori altri un po’ pesanti, ma si sa all’inizio non sempre si può scegliere. Oggi vorrei fare una bella commedia".

Al cinema quale eroina le piacerebbe interpretare?

"Sicuramente una grande donna del passato che ha avuto il coraggio di essere anticonformista e di lottare per le proprie idee".

Ritiene che la contaminazione tra cinema come punto di partenza e palcoscenico come punto di arrivo per nuovi allestimenti teatrali sia una strada percorribile?

"Perché no. Come diceva W. Disney “se puoi sognarlo puoi farlo”.

Ha mai ricevuto premi?

"Si. Ho vinto il titolo di “Fantastica Show Girl”. Ho partecipato nel ‘98 al concorso di talento ‘Fantastica’, un bel concorso dove si valuta il talento non l’aspetto fisico.
Consiglio vivamente di partecipare, è una bellissima esperienza".

Qual'è il suo rapporto personale con il pubblico?

"Di grande rispetto. Il pubblico non è così cretino come vogliono farlo apparire a volte. Quando ne ha la possibilità sa ben scegliere il prodotto di qualità. Il problema è che non sempre viene messo nella condizione di scegliere. Mancano i buoni prodotti, che sappiano stimolare e spingere al confronto ed alla riflessione. Del resto si sa, avere un popolo di superficiali non pensanti, è comodo.
Permette di avere un paese ben governabile che non si fa troppe domande e si accontenta di quello che viene imposto. La cultura invece rende liberi e “scomodi”.

Oltre alla recitazione quali sono i suoi interessi?

"Insegno recitazione Al Piccolo Teatro di Arezzo con ottimi risultati direi. Un mio allievo è stato scelto per girare la fiction “Due cuori ed un delitto” che vedremo il prossimo anno sulla Rai, altri hanno girato pubblicità per l’Italia e per l’estero ed infine il nostro cortometraggio “Ho un problema” è stato in concorso ai David di Donatello. Ma soprattutto aiuto gli animali bisognosi.
Faccio volontariato al canile, sono una ‘gattara’, ho 14 gatti ed un cane salvato dalle sevizie di alcuni ragazzini stupidi. Infine sto studiando per prendere la mia seconda laurea".

A suo avviso la bellezza interiore è caratteristica esclusiva di chi non ha la fortuna di avere quella esteriore?

"No, assolutamente no. Credo che sia una caratteristica di chi è sensibile, di chi ha amore da dare".

Secondo lei l'anima e la coscienza risiedono in posti diversi?

"In tutta sincerità non saprei. Per certo posso dire che in molti la coscienza non sanno proprio cosa sia".

Se si può dire, qual è la sua posizione politica?

"Tendenzialmente di sinistra, ma di una sinistra che garantisca a chi ha più meriti di emergere, che non faccia si che la possibilità di studiare sia condizione elitaria riservata ai ricchi, che contrasti il sistema delle raccomandazioni e che non si dimentichi di coloro che si trovano in difficoltà.
Una sinistra che non si lavi le mani in materia di diritti della natura e degli animali. Una sinistra che dia dignità a tutti quei lavoratori che si sono spaccati la schiena per una vita, che hanno pagato le tasse e che oggi si ritrovano con 400 euro di pensione. Una sinistra che contrasti l’evasione fiscale, che lavori per uno stato sociale e non sia schiava del potere. Una sinistra che abbia le palle di rinunciare ai privilegi della classe politica a beneficio dei più deboli. Chiedo troppo?"

Cosa bolle in pentola per lei per il nuovo anno?

"Ancora è presto le cose si muovono a primavera. Quindi per ora mi concentro sui miei attuali impegni di lavoro. Sto lavorando per RTV 38, la più grande tv del centro Italia, una gran bella azienda dove nulla è lasciato al caso. La mia direttrice Diletta Bianchi non mi manda in onda se non sono più che perfetta. Ad RTV 38 conduco due programmi Idea Week-End e Zona 38, sto imparando tanto e con Zona 38 mi sto misurando per la prima volta con la tanto temuta diretta tv.
Per fortuna affianco Marco Corsi in trasmissione, un grande professionista che mi sta facendo crescere tanto.
Per il resto speriamo in un 2008 produttivo cinematograficamente parlando".

Ilaria Solazzo

Dicembre 2007

altra idea... se vi avanza qualche spicciolo dai regali di natale, date un'occhiata qui:
http://www.regaliperlavita.it/

 

Dicembre 2007

Favolosa idea per i vostri regali di Natale, un libro originale ed accattivante che nasconde un segreto o meglio un talismano...

 E se al mattino, al risveglio, tutte le certezze crollassero, le speranze svanissero e il mistero diventasse realtà, come vi sentireste?

Ma la domanda più inquietante potrebbe essere:

"E SE TUTTO QUESTO NON FOSSE SOLAMENTE UN RACCONTO?"

 Se volete saperne di più

www.uombis.it

 

Dicembre 2007

Ciao a tutti, dopo alcuni problemi con internet sono tornata a scrivere sul mio adorato blog. Dunque in questi giorni mi sono occupata delle Pubbliche Relazioni del Rifugio per gatti Cinni ed ho avuto un bel pò da fare, anche perchè avevamo organizzato una settimana di sterilizzazioni gratuite per i gatti randagi, in collaborazione con la Lega Pro Animale e la A.I.S.P.A. .  C' è stato tanto da fare e soprattutto di tutto, io sono finita in sala operatoria con il compito di preparare i micini per l'operazione. Una esperienza toccante. Alla fine della settimana sono stati operati circa 400 gatti randagi ed è stato commovente vedere la partecipazione dei volontari e dei gattari, pensate che alcuni di loro, appartenenti alla Scudo di Pan", hanno addirittura preso le ferie per poter catturare e portare i micini ad operare. Sterilizzare è importante per combattere la piaga del randagismo ma anche per evitare la trasmissione di malattie mortali per i gatti come la FIV e la FELV. E' importante sterilizzare sia le femmine che i maschi, infatti il maschio non sterilizzato arriva a violentare le gattine sterilizzate per soddisfare un proprio istinto, trasmettendo, se malato, le malattie sopra indicate. E' importante anche sapere che non è assolutamente vero che le micine, come le cagnette, debbano assolutamente partorire una volta per evitare tumori, anzi è vero proprio il contrario, per evitare i tumori è meglio operarli prima del primo calore, quindi a 4/5 mesi. Quindi informatevi bene dal vostro veterinario di fiducia e non abbiate timore, state facendo la cosa giusta.

 

Ottobre 2007

Questo, Codesto e Quello

 

  Alzi la mano che di voi non ha mai visto almeno una volta la trasmissione “EASY DRIVER” in onda il Sabato su Rai 1 e condotta da Ilaria Moscato e Marcellino Mariucci. Io la guardo sempre, è molto piacevole il connubio tra la critica delle vetture e le informazioni turistiche per una possibile gita fuori porta, inoltre sono molto bravi anche i due conduttori. Se non ché “Il mio occhio vigile” e soprattutto le mie “origini toscane” mi hanno fatto notare che più volte al suo interno è stato utilizzato erroneamente Codesto. Codesto oggi giorno è poco usato in Italia, siamo soprattutto noi toscani a continuare ad utilizzarlo, nel resto del Paese invece è in declino a vantaggio di Quello. Comunque, per i più curiosi svelerò l’arcano e rivelerò il giusto impiego di Questo, Codesto e Quello: 

·       Questo: indica vicinanza a chi parla - es. questo volante;

·       Codesto (o Cotesto): indica lontananza da chi parla e vicinanza a chi ascolta -  es. bella codesta camicetta che indossi.

·       Quello:indica lontananza sia da chi parla che da chi ascolta - es. mi prendi quella penna?

A questo punto, se non siete toscani e soprattutto se dalle vostre parti non si usa, non vi rimane che provare ad utilizzare l’agg. dimostrativo e pron. Codesto parlando con i vostri amici, potrete così stupire dimostrandovi “dotti” oppure farvi due sane risate scatenate dallo sfottò che i vostri amici vi riserveranno dopo aver udito per la prima volta l’inusuale parola o infine risvegliare la curiosità per questa nostra bella lingua, che troppo spesso non conosciamo abbastanza e che utilizziamo in modo limitato e soprattutto inappropriato.

                                                                                                                     Un bacio

 

Ottobre 2007

LA RESPONSABILITA' DELLE SCELTE

Ci si accorge di quanto siano importanti le scelte, anche le più banali, solo quando ci sbattiamo il naso. Scelte che raramente riguardano solo noi e che nella maggior parte dei casi hanno ripercussioni anche sugli altri. Io ci ho nuovamente sbattuto il naso questa estate, infatti mi sono imbattuta in una ragazza che mesi fà aveva trovato una cagnolina in un bidone, per vari motivi non poteva più occuparsene e quindi la cagnolina di 4 mesi affettuosissima e buonissima rischiava la strada. Mi sono trovata ad un bivio, dovevo scegliere cosa fare: o lasciarla al suo destino, a soffrire la fame, il freddo, magari a prendere botte e sicuramente a mettere al mondo cuccioli che a loro volta sarebbe diventati randagi; oppure darmi da fare per cercarle casa. Ho tappezzato la città di volantini e dopo qualche giorno la piccola Gaia (così la avevo chiamata) ha trovato una buona famiglia (molto benestante) che la ha adottata. Dopo una settimana però la famiglia ci ha ripensato e mi ha restituito la cagnetta dicendo che gli era venuta l’ansia da cane; che durante tutto l'anno il fine settimana avrebbero fatto gite fuori porta e più di un mese di vacanze estive; che Gaia odorava di cane (in quanto cane); che voleva uscire per i bisogni anche quando pioveva; che la cucciola voleva giocare col tappeto; ed infine che non voleva dormire da sola. Follia pura!!! Un cane non è un soprammobile, è un essere vivente che si affeziona, che soffre, che ha paura, si può sentire solo e che espleta le sue funzioni fisiologiche anche quando piove. E così è ricominciata la ricerca. Alla fine Gaia è andata ad abitare in una famiglia più modesta della prima ma entusiasta di accoglierla. Adesso vive con una nuova mamma e due bambine che riversano su di lei tutto il loro affetto. Happy End quindi direte voi…e invece per me è cominciato un incubo, sono ossessionata dall’idea di aver sbagliato di nuovo famiglia. Ho scelto per lei e tutta la sua vita dipenderà da questa mia scelta. So che non c’è nulla di certo nella vita e che quindi bisogna valutare ciò che oggi ci si presenta. Io avevo un sogno, ho scelto di inseguirlo, non ho raggiunto la vetta, ma posso ritenermi soddisfatta per aver fatto tutto da sola e di riuscire a vivere della mia passione. Certo se mi guardo indietro vedo tante occasioni non colte, tanti errori fatti, che ho pagato in prima persona. In un modo o in un altro ho scelto “per me” ed ho sperato di aver preso la decisione giusta ”per me”. Un giorno potrei di colpo non funzionare più in video e quindi perdere il lavoro, ma me la sarei cercata perché è un rischio che “io” ho deciso di correre. Invece non riesco ad accettare il fatto che Gaia potrebbe pagare per una mia scelta sbagliata, sarò pazza ma preferirei soffrire io piuttosto che sapere sofferente la cucciola che nel bene e nel male dovrà subire le conseguenze di una scelta che io ho preso per lei.

 

La storia di Gaia vuole essere un modo per attirare l'attenzione sull'importanza delle nostre scelte, il soggetto passivo di una nostra scelta potrebbe non essere un cagnolino, ma una persona che amiamo, una persona sconosciuta, un bambino, un anziano. A questo punto la riflessione che mi sorge è se di fronte ad una situazione in cui possiamo intervenire concretamente, sia più giusto scegliere di provare a cambiare le cose (e quindi assumersi la responsabilità di aver deciso) o lasciare che le cose vadano come vadano senza intervenire (e quindi assumersi comunque la responsabilità di non aver deciso).

 

Pochi giorni fà ho acceso la televisione ed ho sentito per la prima volta la preghiera degli alcolisti. Ho interpretato questa coincidenza come una risposta alla mia riflessione proveniente da chissà chi e da chissà dove e vorrei condividerla con voi:                                           

        “Dio dammi il coraggio di cambiare cio che posso cambiare,

       la forza di accettare ciò che non posso cambiare

e la saggezza di distinguere le due cose”

 

Settembre 2007

Per Riflettere

“Alla fine conserveremo solo ciò che amiamo,

ameremo solo ciò che conosciamo,

conosceremo solo ciò che ci insegnano”

 

Luglio 2007

Numeri Utili per gli Amici Animali

Casella di testo: Che voi vi stiate preparando a partire o che voi rimaniate in città, appuntatevi da qualche parte i seguenti numeri:

Se volete portare i vostri amici animali in vacanza con voi potete informarvi sulle strutture disposte ad accogliere tutta la famiglia facendo capo ai seguenti contatti:

1.      http://www.enpa.it/it/   e cliccate su “IN VACANZA” nel menù a sinistra;

2.    www.dogwelcome.it

3.    potete sempre chiedere anche alla struttura alberghiera dove vi piacerebbe andare in vacanza se è disposta ad accettare il vostro amico animale. Se vi risponde picche “BOICOTTATELA” ne troverete sicuramente una altrettanto carina e sicuramente più meritevole di avere clienti.

Se invece assistete a maltrattamenti vi segnalo i seguenti contatti:

1.      3926552051 – potete inviare un sms alla AIDAA se durante la villeggiatura avete disguidi con i vostri animali o se notate dei reati contro i quattrozampe;

2.    3441051030 – potete inviare un sms se assistete ad un abbandono in autostrada. Indicate luogo ed ora;

3.    848588544 – numero SOS della LAV che potete contattare in caso vi imbattiate di un canile lager;

4.    vi ricordo che potete sempre fare capo ai Carabinieri Nucleo Operativo dei NAS per i reati che riguardane gli animali.

 

 

Luglio 2007

Tormento

Sono stata a Roma qualche giorno fa per un provino e camminando in Piazza Cola Di Rienzo mi sono imbattuta in un piccolo monumento dedicato ad Antonio de Curtis, alias il grandissimo Totò. Sotto il nome e le date di nascita e di morte c’è una poesia di Alberto De Marco intitolata Tormento che mi ha molto colpita e che vorrei farvi conoscere:

Quando l’egoismo e la gelosia hanno il sopravvento, l’amore delude la felicità. La gioia brucia nella sofferenza, aghi d’inquietudine bucano il cuore e tormentano il nostro vivere.

Alberto De Marco             

 

Luglio 2007

Mania Animale

Casella di testo: Sono ancora troppo poche le strutture attrezzate ma soprattutto disposte ad accogliere i nostri amici Casella di testo: animali durante le vacanze (alcune le potete trovarle su     http://www.enpa.it/it/   e cliccate su “IN VACANZA” nel menù a sinistra). Ma soprattutto sono ancora troppe le persone che non hanno capito che Casella di testo: un animale non è un Tamagotchi!!! Qualche numero per dare un’idea del problema: 13.000 cani abbandonati ogni anno dei quali solo il 20% riesce a sopravvivere – inoltre i canili italiano ospitano circa 900.000 cani. Ma il problema non riguarda solo i cani oramai si è diffuso ai gatti, ai furetti, insomma a tutte quelle specie animali che hanno la sfortuna di entrare a contatto con alcuni esseri umani. A settembre Casella di testo: infatti comincia la “Animale Mania” e tutti sembrano sentire la necessità di un piccolo, tenero e morbido cucciolo a 4 zampe da Casella di testo: esibire e coccolare. Poi però ci si accorge che l’esserino peloso fa i bisogni, va dal veterinario, mangia, vuole uscire, a volte rosicchia le scarpe o i divani. Passano i mesi, arriva la primavera e ci si rende conto che il piccolo peloso (che oramai tanto piccolo non è più) può essere un impedimento per le nostre vacanze. Ed ecco che la “Animale Mania” si trasforma in “Mania Animale” e si comincia a meditare su come sbarazzarsi dell’intruso. La mente umana in un raptus di lucida follia riesce a partorire Casella di testo: Casella di testo: le idee più crudeli e folli. Ed ecco le possibili soluzioni: impiccagione, bollitura, lapidazione o semplice abbandono in autostrada o nel bosco. Qualcuno addirittura lascia l’animale a casa solo convinto che abbia oramai imparato a farsi da mangiare ed a portarsi fuori da solo.

CONSIGLI:

1.      Prima di prendere un animale pensateci bene, è un impegno ed una responsabilità, sarà per tutta la vita dipendente da voi;

2.    L’animale non è un giocattolo, ricordatelo;

3.    Non si abbandona e non si tortura;

4.    Se si va in vacanza e ci sono le condizioni idonee si porta dietro;

5.    Se non si vuole portare in vacanza o non si può, lo si affida ad una persona fidata oppure ci si rivolge ad una pensione per animali seria;

6.    Se ci avete pensato bene e siete proprio convinti di voler un animale vi consiglio di visitare il canile ed il gattile della vostra città. Troverete qualcuno disposto ad amarvi incondizionatamente;

7.    Se volete un animale ma proprio non potete tenerlo, allora potete fare un’adozione a distanza presso il canile della vostra città ed andare a trovare il cane quando potrete oppure meglio ancora diventare volontari ed un po’ padroni di tutti gli animali ospiti;

8.    A questo punto però pensateci su ancora un bel ;

 

Casella di testo:

Se avete preso un animaletto e decidete di abbandonarlo o peggio di torturarlo, spero di cuore che qualcuno vi veda e vi denunci. Oggi grazie a Dio oltre a salate sanzioni pecuniarie c’è anche il penale per i trasgressori.

                              Info su

http://www.poliziadistato.it/pds/primapagina/animali_domestici/abbandono/legge.htm

 

 

Luglio 2007

Torrida Estate

Casella di testo: Una volta alle nostre case arrivava trillante ed allegro il grido “E’ arrivato l’arrotino”. Oggi alle nostre case arriva insistentemente da circa 5 mesi il grido “E’ arrivata l’estate”. Ce lo dice il TG, ce lo ricordano i giornali, ce ne accorgiamo da soli ogni volta che apriamo la finestra ed una vampata di caldo torrido ci investe togliendoci il fiato. Pare che non ci siano altre notizie. I mezzi di comunicazione ci ricordano che dobbiamo bere 1 litro di acqua ogni 25 kg di peso corporeo (colgo l’occasione di informarvi che per ottenere una bottiglietta di acqua da 1/2 litro si sprecano circa 4 litri di acqua per eseguire i vari procedimenti); di non uscire nelle ore centrali della giornata; di mettere ventilatori o aria condizionata in casa e se ciò non è possibile ci consigliano di andare al supermercato o dai pompieri per stare al fresco; ancora Casella di testo: ci suggeriscono di mettere le creme solari anche in città; di mangiare tanta frutta e verdura; ci ricordano che c’è la prova bikini (per i pochi fortunati che potranno andare Casella di testo: in vacanza); ed infine che siamo ancora in tempo per combattere la tanto temuta cellulite con creme e la oramai celebre pedana vibrante. A questo punto se abbiamo l’aria condizionata dovremmo stare in casa a bere acqua, mangiare frutta e verdura, mettere creme solari ed anticellulite, fare tanta pipì e lasciare che la panca vibrante lavori per noi. Se invece non abbiamo l’aria condizionata e dobbiamo andare al supermercato o dai pompieri, la faccenda si complica un po’. DOMANDA: Ma come facciamo a fare tutto questo se gli impianti di aria condizionata costano salato; siamo a rischi black-out per l’eccessiva richiesta di energia elettrica; la frutta e la verdura  sono pagate a Casella di testo: peso d’oro; i costi delle creme sono elevati; e dobbiamo uscire per lavorare?  Inoltre ai pensionati non basta la pensione; i giovani non trovano lavoro; buona parte di chi ha trovato lavoro ha un contratto co.co.co. che lascia ben poco margine. Ma perché scomodare i mezzi di comunicazione e la classe politica con questi “dettagli”, fa Casella di testo: troppo caldo per pensare. Accontentiamoci di “sapere” come poter fare a combattere il caldo e la cellulite, a come fare per mettere in pratica questi consigli ci penseremo con la stagione fredda, sempre che non sia troppo freddo per ragionare. D’altra parte si sa... tra il dire ed fare c’è di mezzo il mare di chi può permettersi tutto ciò e non si crea troppi pensieri!!!

 

 

Luglio 2007

La società dei magnacciò

Casella di testo: 
 
Casella di testo: Negli ultimi tempi non si fa che parlare di Fabrizio Corona e della sua lucida follia. Accendo la televisione ed al TG si parla di Corona che dalla sua casa di Largo La Foppa a Milano fa comizi, lancia mutande marcate Corona (manco a dirlo) a signore decisamente mature che si litigano il “prestigioso” cimelio. Cambio canale, decido di guardare Lucignolo e di cosa si parla? Del divorzio di Corona da Nina Moric (con tanto di telecamere nascoste), a seguire si torna di nuovo in Largo La Foppa, dove un branco di ragazzette e ragazzetti esibiscono un cartello con scritto “Abemus Corona”. Nel corso della serata veniamo anche a sapere che Corona da magnifico padre qual è dispensa consigli a suo figlio circa la tecnica ed i segreti per diventare, udite udite, un calciatore. Cambio programma decido di guardare Matrix, ospite d’onore Corona che bello come il sole ed elegantissimo nel suo gessato stile Al Capone, ci spiega il perché ed il percome sia stato ingiustamente accusato, informandoci che da quando è stato in galera ha decuplicato i suoi guadagni. Ci fanno anche vedere che i poliziotti che lo attendono ogni giorno per la firma gli chiedono autografi, magliette e spero non mutande. Follia Pura. Decido che la televisione ultimamente replica sempre la stessa “commedia” che oramai conosco a memoria mio malgrado, così compro un quotidiano e di cosa si parla? Ma di Corona ovviamente che esige le scuse dal P.M. Woodcock per essere stato chiamato “Guappo”. Compro un Casella di testo: settimanale e cosa trovo? Corona, semi nudo che ci fa vedere i suoi improbabili tatuaggi, i suoi addominali a tartaruga e la sua Casella di testo: abilità a parare una palla colpita da Carlos Maria, il figlio futuro campione di calcio grazie al papà allenatore. Personalmente ne avrei, per usare un francesismo, le “palle piene”, se non che ora arriva anche “Canotto Girl” alias Mina Moric a dirci che per fare la mamma e la moglie ha rinunciato al lavoro (e chi se ne frega non sarà ne la prima ne l’ultima!), ma ora dal momento che è una donna separata (sarà vero o sarà solo una trovata per donare nuova linfa alla carriera di Nina, naufragata da molto molto tempo? Ricordiamoci che ancora vivono assieme ovviamente in Largo La Foppa) con tanta fatica stà cercando di tornare a lavorare, per guadagnare e garantirsi la sopravvivenza (e che sopravvivenza!). Ed eccola a Lucignolo farsi riprendere mentre posa per un servizio  fotografico in micro costume, unta come un gamberetto per coprire le imperfezioni della pelle (EH EH EH!!!), a Sipario, sui giornali, sulle passerelle e chi più ne ha Casella di testo: più ne metta.Casella di testo:  Ora, dico io, Corona e la moglie, pare impossibile ma sono una macchina per fare soldi, tutt’altro che cretini, i veri bischeri siamo noi che spendiamo tempo e denaro per arricchire queste persone in termini di popolarità e di soldi. Sono riusciti a monopolizzare stampa e tv, rilasciando interviste in esclusiva (ed a questo punto una “tiratina di orecchie” ed un sonoro “vergogna” agli editori che si abbassano a dare tanto risalto a simili porcherie, ci sta come il “cacio sui maccheroni”),  intanto nel mondo ci sono guerre, le persone muoiono ed il nostro pianeta sta collassando, oramai però tutto ciò non fa più notizia.  Ma il vero problema è che persone squallide, arroganti e senza scrupoli vanno avanti nella vita, mentre giovani che studiano e magari lavorano per mantenersi all’università, famiglie che fanno sacrifici per dare una possibilità ai propri figli, persone oneste che non si abbassano a compromessi per tenere fede ai propri principi, ottengono troppo poco. Io personalmente a volte mi scoraggio molto nel vedere che l’etica e l’onesta sono valori di pochi, che sono considerati valori dei perdenti e visti come un ostacolo alla carriera. Più sei disonesto più sei amato ed acclamato oltre che ricco ed il che non guasta. Una vera SOCIETA’ DEI MAGNACCIO’ . Di una cosa sono fortemente convinta però, “VOLERE E’ POTERE” stà solo a noi combattere, magari dando luogo ad un nuovo 68’, perché no! Questa volta però il motto sarà: “TREMATE TREMATE, LE PERSONE ONESTE SON TORNATE”.

Se dopo tutto quello che è stato detto e scritto siete ancora Corona’s fans convinti che il vostro idolo sia un grande uomo, bhè l’indirizzo lo sapete e se siete fortunati potreste tornare a casa con le sue mutande, spero tanto per voi non usate. In bocca al lupo!!!!!!!!!!!!!!!

 

Casella di testo: Prima di lasciarvi vorrei consigliarvi di leggere un libro che mi ha consigliato Edoardo, un mio caro amico attore, un invito alla lettura ma soprattutto alla riflessione ed all’azione. Il libro si intitola LA CASTA di Stella e Rizzo – edito da Rizzoli.

Aspetto i vostri commenti su quanto detto.

 Vi bacio tutti ed a presto.

 

 

 

Questo articolo l’ho scritto nel 2004.

Vi basti sapere che i cani sono stati sfrattati dal frate

ed oggi si trovano in un canile,

privati dell’amore della signora Liliana e della sua famiglia!

 

Sulla scia di San Francesco

Viveva ad Assisi nel XIII secolo, figlio di un ricchissimo mercante. Era un cavaliere bello, avvenente, allegro, dedito alla vita mondana, gaia, piacevole e divertente. Era famoso per il modo in cui sperperava danaro e per la determinazione con cui voleva superare i figli dei nobili del suo paese in grandezza e lusso. Il suo nome era Francesco. Morì il 4 ottobre 1226, a quarantadue anni, venerato come un santo, dopo aver speso circa metà della sua vita in assoluta povertà, detestando la crudeltà, dedicandosi all’assistenza dei lebbrosi, insegnando, l’amore per la povertà (e non la cupidigia delle ricchezze e delle grandezze), l’amore per sorella natura ed i fratelli animali. Da ottocento anni gli uomini amano il Poverello di Assisi e tanti sono coloro che hanno deciso di entrare nell’omonimo ordine, sposando le sue idee di povertà e carità. O forse non proprio tutti? Torniamo nel XXI secolo e spostiamoci nel comune di Valsavignone, (vicino a Sansepolcro in provincia di Arezzo): Siamo nel cuore del Appennino Tosco-Emiliano di fronte ad una natura rigogliosa, fiera ed orgogliosa. Uno spettacolo da togliere il respiro, una pace ed una tranquillità che sembrano riappacificare questo nostro mondo così inquieto ed insoddisfatto. Mi distoglie da questa riflessione il guaito di un cane che mi guarda con i suoi occhioni dorati e le sue orecchie ciondolanti, scodinzolando con la corta coda vistosamente. Sto facendo la conoscenza di Dumbo (questo è il nome del cane), uno dei sedici cani che la signora Liliana cura per conto del canile ENPA di Sansepolcro, impossibilitato ad accoglierli nelle sue strutture a causa del soprannumero dei randagi rispetto ai posti disponibili. A lei vengono affidati i cani che hanno bisogno di particolari attenzioni e di cure mediche e la signora Liliana, cura ogni giorno personalmente questi animali da sedici anni, con l’aiuto del marito e della giovane figlia. Cani dalle storie tristi che avrebbero avuto un destino segnato, senza diritto di appello. Un grande sacrificio quello di Liliana e della sua famiglia, basta pensare che sono sedici anni che non si concedono una vacanza per accudire i loro 16 cani e 20 gatti, che li ricompensano con il grande amore che solo gli animali salvati da un triste destino riescono a donare. I cani, sono tenuti in un terreno terrazzato, regolarmente recintato, accanto casa della signora Liliana, dove sono disseminate cucce e pancali per il giorno, mentre durante la notte vengono chiusi in un casottino in muratura affinché non prendano freddo e non disturbino. Fino qui tutto normale (o quasi). Il terreno suddetto infatti, non è di proprietà di Liliana bensì della chiesa del paese e quindi amministrato dal relativo parroco. I guai per Liliana sono cominciati all’incirca nel 2003 quando il parroco in carica è deceduto ed è stato nominato successore un frate francescano, che non sembra gradire troppo la presenza degli animali. Liliana ha ricevuto da pochi giorni lo sfratto per i suoi animali che dovranno trovare una nuova casa entro il 31 gennaio 2005, altrimenti la loro nuova casa potrebbe tornare ad essere la strada. Ma questa altro non è che la punta dell’iceberg. La signora Liliana ci accoglie nella sua  piccola casa (dove troviamo cani e gatti che si scambiano effusioni) e ci mostra una petizione che è stata sottoscritta  da alcuni abitanti del paese. Nel documento si sostiene che Liliana si “diletta” nella cura di randagi, che risultano però mal tenuti, maltrattati e che le condizioni igieniche in cui sono tenuti minacciano la sicurezza sanitaria per gli abitanti di Valsavignone. In merito si sono espresse a favore della signora Liliana associazioni animaliste come l’ENPA.

Per di più la signora, ogni volta che porta a fare la passeggiata i suoi cani, lo fa  munita di scopa e paletta, così da pulire la strada in caso di necessità. Ancora, nella petizione si sostiene che i cani disturbano la tranquillità degli abitanti del paese. Liliana risponde decisa che coloro che hanno aderito alla petizione sono coloro che abitano più lontani da lei (alcuni proprio sotto il cavalcavia della superstrada Due Mari), mentre invece i “vicini” vicini non si sono mai lamentati realmente. Inoltre Liliana prima delle funzioni religiose chiude sempre i cani nel casottino affinché non abbaino al suono delle campane ed al passare dei pochi che prendono parte ogni domenica alla celebrazione della messa. Si sostiene ancora, che non venga pagato l’affitto mensile di 40,00€, Liliana ribatte che lei ha sempre onorato l’impegno preso, ma che l’attuale parroco (il frate), non le ha mai voluto rilasciare la relativa ricevuta. Liliana ha ad avvalorare la sua dichiarazione testimoni oculari degli avvenuti pagamenti. Nella petizione infine, spicca all’occhio che il frate francescano sostiene di essere stato aggredito dalla signora. Osservo la signora Liliana e mi chiedo come quella piccola signora bionda, dai grandi occhi azzurri,  alta poco più del metro e cinquanta, possa aver aggredito un uomo. Liliana mi risponde che in realtà la mattina del litigio lei stava cercando di ottenere dal frate le ricevute dei pagamenti effettuati e poiché il frate non voleva ascoltarla, affrettandosi a salire sulla sua macchina per andarsene, lei gli si è piazzata dietro la vettura dichiarando che non si sarebbe spostata fino a che non avesse ottenuto le ricevute. Il frate pare non ci abbia pesato due volte investendola, provocandole danni alla spalla documentati dai referti del pronto soccorso, per i quali sono stati necessari quaranta giorni di convalescenza.  Di questo se ne sta ovviamente occupando il legale della signora. Per dovere di cronaca penso bene di sentire anche l’altra campana, ossia il frate. Aspetto che arrivi per celebrare la funzione e non appena lo vedo arrivare gli domando perché voglia mandare via i randagi. Mi risponde secco di non aver tempo e mi chiude cordialmente (poco in realtà) la porta in faccia. Penso che si debba preparare per la Santa Messa e decido di aspettarlo. Dopo circa un’ora e dopo aver visto uscire dalla chiesa la manciata di persone presenti alla funzione, lo vedo affacciarsi al portone principale della piccola chiesa e chiedo di nuovo “perché”. Mi chiude anche questa volta la porta in faccia. Perso che debba sbrigare delle faccende prima di tornare al suo convento e decido di aspettarlo. Finalmente esce ed io di nuovo chiedo “perché”. Non ricevo risposta ma decido di seguire il frate che si sta dirigendo alla sua auto. Chiedo se è vero che la signora Liliana non ha pagato l’affitto del terreno. Anche qui non ricevo risposta. Chiedo dove dovrebbe portare i cani la signora dal 31 gennaio 2005. Questa volta una risposta la ricevo, è il rombo della macchia del frate che se ne sta andando.

Un comportamento del genere non mi impressiona certo positivamente. Dal canto mio posso assicurarvi di non essere stata ne maleducata ne troppo pressante (è tutto documentato da riprese video). A questo punto mi domando, ma coloro che entrano in un ordine come quello dei francescani non dovrebbero quantomeno condividere i principi e gli insegnamenti del fondatore di quel ordine? Liliana mi dice che non è il caso di stupirsi più di tanto facendomi notare che  Assisi è disseminata di cartelli nei quali si sottolinea il divieto di portare con sé il proprio cane per le strade. Mi stupisco ulteriormente e decido che alla prima occasione andrò a verificarlo di persona (sono come San Tommaso). Comincio a pensare come anche San Francesco, i buoni sentimenti, lo spirito di carità e l’amore per la natura e gli animali potrebbero diventare facilmente un valido strumento di marketing che in abili mani potrebbero creare un business. Subito dopo mi convinco che sto esagerando e che se i cartelli ci sono un valido motivo ci sarà sicuramente. Sempre che ci siano realmente. Dalla casa di Liliana, situata in posizione collinare rispetto alla maggior parte delle case del paese, posso notare che un gruppetto di persone si è fermato in mezzo alla strada principale. Distinguo il giubbetto arancione di un uomo che avevo poco prima visto alla Santa Messa e pochi secondi dopo vedo fermarsi la macchina del frate. Si trattengono a parlare per diversi minuti dopo di che il frate se ne và. Il marito della signora Liliana decide di andare a vedere che cosa sia successo ed io rimango ad assistere. All’arrivo della macchina sento gridare le persone del gruppetto. Accusano il marito di Liliana di essere un buffone per aver chiamato la stampa, volano parolacce ed(haimè) bestemmie. Non nascondo che una certa inquietudine comincia ad invadermi, io sono obbligata a passare da lì. Dopo circa una ventina di minuti decido di affrontare il gruppetto che sta aspettando me e Paolo, il mio cameraman. Paolo ride ed è tranquillo, io un po’ meno. Il Marito di Liliana decide di scortarci ed una volta entrati “nell’arena” ecco alzarsi le voci, sento che urlano “eccoli, sono loro”, indicano la macchina e presumo annotino il numero di targa. Poche centinaia di metri dopo vedo una pattuglia dei Carabinieri andare nella direzione del gruppetto e mi domando se passi di là per caso o no. Chissà! Certo è che mai avrei creduto di portare tanto scompiglio in un paese per il semplice fatto di aver fatto una intervista e mi viene da pensare che forse Liliana realmente non venga compresa dai suoi compaesani (o almeno da alcuni), che venga derisa, beffata e creduta pazza per la sua scelta di dedicare la sua vita alla beneficenza ed alla cura degli animali più sfortunati. Detto questo, posso solo sperare che tutto si risolva per il meglio per i nostri amici animali, ignari dello scompiglio che la loro esistenza ha portato nel paese e forse felici per aver trovato una casa ed un po’ di affetto, dopo aver assaporato la vita di strada fatta di stenti e di solitudine, destinati a morte certa. Mentre guido la macchina una nuova riflessione mi assale: San Francesco che cosa penserebbe in questo momento? Vedo un animale sfracellato nel bel mezzo della strada, ripenso agli occhioni sereni degli animali appena visti e mi dico che forse la risposta la conosco già.

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Questo è il mio blog, o "diario online" che dir si voglia...

28/06/2007

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